La moderna scienza medica ha sviluppato una via di cura molto promettente, che potrebbe giungere a risolvere anche patologie invalidanti. Si tratta della riproduzione di porzioni anatomiche compromesse, perdute o assenti, utilizzando la tecnologia della stampa tridimensionale su misura.
Nel maggio del 2018, per la prima volta in Italia, all’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna due terzi dello sterno e parte di sei costole sono stati sostituiti da un impianto in titanio stampato in 3D.
L’intervento è stato eseguito su una paziente di 27 anni colpita da tumore a cellule giganti.
Il tumore è stato trattato in sede preoperatoria dagli oncologi del Rizzoli, mentre la protesi in titanio è stata realizzata su misura a partire dai dati clinici e diagnostici specifici della paziente: sarebbe stato impossibile altrimenti ricostruire l’esatta morfologia dello sterno e delle coste, tre a destra e tre a sinistra, inserendo poi la protesi con precisione millimetrica nel torace della paziente. Insieme alla protesi in titanio a stretto contatto con cuore e polmoni sono state impiantate una fascia tendinea proveniente dalla Banca del Tessuto Muscolo-scheletrico del Rizzoli, che conserva e distribuisce oltre il 50% del tessuto da donatore usato in tutta Italia, e anche una protesi di sintesi.
La paziente è tornata alla vita normale e a cinque mesi dall’intervento, quando la notizia è stata diffusa, i controlli periodici cui era sottoposta al Rizzoli rilevavano un’ottima integrazione della protesi nei tessuti della paziente.
Nell’ottobre del 2019 la stampa 3D ha consentito ai chirurghi del Meyer di Firenze di ricostruire da zero l'orecchio di un bambino, prendendo come modello quello della sua mamma. È la storia di un paziente di 13 anni dell'ospedale, toscano, affetto da microtia, una malformazione congenita rara. Il chirurgo plastico del Meyer che lo ha operato ha potuto ricostruire l'orecchio a partire da una piccola porzione di cartilagini costali prelevate dal bambino, dando loro la forma dell'orecchio grazie a modelli stampati in 3D. L'intervento ha visto chirurghi e ingegneri in sala operatoria ed è il primo in Italia che si avvale di questa tecnologia.
L'orecchio è stato stampato in tutte le sue parti e, una volta in sala, è stato fondamentale per plasmare le cartilagini ottenendo un orecchio esteticamente uguale a quello vero. Grazie alla tecnologia utilizzata - prima di arrivare in sala operatoria, grazie alle stampe 3D dell'orecchio e delle cartilagini - l'intero intervento è stato simulato più volte dal team dell'ospedale pediatrico fiorentino: questo ha consentito di affinare la tecnica, arrivando a un risultato di grande precisione, riducendo anche i tempi di esecuzione (6 ore) e la relativa anestesia.
 
Si tratta di soluzioni evidentemente praticabili solo in centri di eccellenza mondiale e a fronte di costi molto elevati. Questo è un esempio, fra i tanti, dell’importanza di sottoscrivere una polizza malattia rispondente alla corretta logica assicurativa, che vuole trasferiti in primo luogo i rischi maggiori, ossia quelli che - al verificarsi dell’evento - comporterebbero una pressione economica difficile o impossibile da sostenere.
 
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